Archivio mensile:giugno 2015

Moda. Fashion e creatività conquistano Reggio Calabria

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Glamour, stile, charme, eleganza, atmosfere da mille e una notte. Tutto questo è stato racchiuso nella presentazione ufficiale della Camera Nazionale Giovani Fashion Designer (CNGFD) svoltasi presso il palazzo della Provincia di Reggio Calabria. Così, per un giorno, il salone Monsignor Ferro si è trasformato in un red carpet da sogno, che ha visto sfilare – tra flash e le interviste a cura di Davide Nucera – i giovani fashion designer e gli stilisti, eccellenze del Made in Italy, accompagnati ciascuno da una modella, indossatrice di una delle loro creazioni ma, anche, illustrissime personalità del mondo della moda, dell’arte, della cultura, del cinema, della musica. A fare da cornice il quartetto d’archi dell’Orchestra Giovanile del Teatro «Francesco Cilea». Madrina del red carpet, la principessa Sirena Monica Imelda Lambertini. Special Guests: Filippo Stabile, danzatore internazionale e autore delle coreografie di registi, come Cristina Mazzavillani Muti, e di compositori come Nicola Piovani, e Giuseppe Fumo, attore di Anime Nere, film vincitore di 9 David di Donatello. «Dopo Taormina», ha detto Alessandra Giulivo, direttore generale della CNGFD, «abbiamo presentato il nostro progetto a Reggio Calabria, sede operativa della Camera, per poi proseguire il nostro tour tra Roma, Firenze, Milano e Palermo. La CNGFD coordina e promuove lo sviluppo dell’arte in senso lato e della moda in Italia e nel mondo. La nostra priorità assoluta è sostenere i giovani fashion designer dando vita ad eventi che tengano conto della nuova generazione, offrendo possibilità di confronto, formazione, crescita professionale e visibilità, attraverso la realizzazione di workshop dedicati alla moda e stage in aziende importanti di moda. Gestiremo rapporti con le Accademie e le Università, le scuole, con Alta Roma, le Camera di Commercio, con i soggetti istituzionali. Il nostro motto è New Generation».
Una scommessa vinta, che ha coinvolto un grandissimo numero di persone, giunte per condividere un  momento così importante per la città di Reggio e per tutta la regione. «Realizzeremo la settimana della moda al Sud», afferma Giuseppe Fata, presidente della CNGFD. Un evento unico in Italia dedicato ai giovani fashion designer con la presenza, di anno in anno, di una grande firma internazionale che andrà ad impreziosire l’evento. Reggio Calabria, città metropolitana, diventerà il capoluogo della moda italiana per la nuova generazione, insieme a Taormina». A fare gli onori di casa, l’assessore provinciale alla cultura e alla legalità, Eduardo Lamberti Castronuovo, che, dopo i saluti di benvenuto, ha sottolineato l’importanza della cultura. «Voi del mondo della moda rappresentate l’aristocrazia della cultura. Questo è fondamentale perché la cultura è l’arte del bello e cosa c’è di più bello che la moda? Questa terra ha bisogno di manifestare la sua capacità di esprimersi così come state facendo voi. Non è vero che noi non abbiamo l’originalità e voi ne siete la dimostrazione». Per il vice sindaco di Reggio Calabria, Saverio Anghelone, la Camera Nazionale Giovani Fashion Designer è espressione diretta della moda che è sempre stata uno dei più importanti ambiti che ci ha contraddistinto nel mondo. «I giovani rappresentano una risorsa fondamentale, pertanto saremo vicini alla Camera supportandone i progetti». Tra i presenti Giovanna Ioppolo, vice presidente della CNGFD  e l’ospite d’onore, la principessa Costanza Afan De Rivera Costaguti Florio, presidente del Comitato nazionale «Italia Art & Fashion» e già vicepresidente di «Alta Roma». «È un grande giorno per la città di Reggio, poiché la Camera rappresenta una sfida vincente. Sarebbe bello poterla avere in tutte le Regioni perché aiutare i giovani stilisti è fondamentale. Il mondo della moda è difficile. Emergere vuol dire avere tanto carattere e voglia di andare avanti perché nel mondo c’è tanta concorrenza».
Parole di elogio sono state espresse anche dal presidente di Confindustria Reggio Calabria, Andrea Cuzzocrea, che ha manifestato il suo totale sostegno al progetto, visto il coinvolgimento dei giovani imprenditori, soffermandosi sull’importanza di creare sinergia con gli attori principali del territorio, soprattutto, nell’ottica dell’idea di una città metropolitana, per rendere competitive le piccole e medie imprese e il settore terziario sul mercato. A concludere l’incontro è toccato a Francesco Cannizzaro, consigliere regionale e provinciale con delega al Turismo e allo Spettacolo. «Oggi siamo qui per annunciare un momento straordinario, un progetto nazionale che io voglio definire una felice intuizione. Le istituzioni devono supportare questo percorso e noi siamo a vostra completa disposizione per dimostrare all’Italia intera che dal Sud, oggi, parte un nuovo messaggio positivo. Ed è con questa sinergia tra Calabria e Sicilia, ricca di eccellenze, che intendiamo andiamo avanti».

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Calabria, dal carbone di Saline all’elettrosmog di Laino Borgo

Renzi, Oliverio e il… putiferio

Ci risiamo. Ecco un’altra «manna» (politica) che cade dal cielo di Roma, a sostegno dell’occupazione in Calabria. Visto che, anni addietro, non è stato possibile dare lavoro ai reggini con il carbone di Saline Joniche, ora c’è chi pensa di poter di rimediare con l’elettrosmog nel Cosentino. Evviva! Il governo Renzi ha da qualche ora dato il via libera alla riattivazione – nel Comune di Laino Borgo – di un impianto di energia elettrica (alimentato a biomassa vegetale, prodotta in via diretta) della potenza di 35 mWe netti.
La decisione del Consiglio dei ministri – inutile dirlo – ha suscitato le ire delle popolazioni dell’area del Pollino ed  è fortemente contestata dal Movimento 5 Stelle.
«Il Consiglio dei Ministri», tuona il deputato catanzarese Paolo Parentela, «riveda immediatamente la scandalosa decisione di ridare impulso al progetto della Centrale a biomasse del Mercure, sul Parco Nazionale del Pollino. Il progetto della Centrale non ha ancora ottenuto la valutazione d’impatto sulla salute dei cittadini, richiesta dall’Isde, già bocciato dal Consiglio di Stato e vede i cittadini opporsi in prima linea. Il governo, col gioco della semantica, vuole prendere in giro i cittadini della zona, facendo passare una Centrale dannosa per moderna tecnologia di produzione. Invito, pertanto, il governatore della Calabria, Mario Oliverio. ad opporsi alla riattivazione di questa Centrale con ogni mezzo. Oliverio deve decidere se continuare a prostrarsi davanti alle scelte inadeguate del governo Renzi o se stare dalla parte dei cittadini, delle associazioni e dei comitati che da anni si battono contro questo inutile impianto sul proprio territorio».
Ma il governo – viene spontaneo chiedersi – prima di adottare questa decisione (che, a dirla tutt’intera, ha fatto scatenare nella zona un vero e proprio putiferio) ha sentito o no il parere della Regione Calabria? E, se sì, Oliverio dov’era? Non c’era o se c’era dormiva?
Vincenzo Pitaro
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Catanzaro, i giornalisti incontrano Violante

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Catanzaro, i giornalisti incontrano Luciano Violante sui valori della Costituzione

«La Costituzione repubblicana, i suoi valori e la sua riforma». È stato questo il tema dell’evento formativo, organizzato dall’Ordine dei giornalisti della Calabria nell’ambito della formazione professionale continua, che ha visto come relatore, nell’Aula Magna dell’Università Magna Græcia di Catanzaro, Luciano Violante, presidente emerito della Camera dei Deputati e della Commissione parlamentare Antimafia, nonché docente, alla Sapienza, di Storia Costituzionale.
Dopo un intervento di saluto del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro, Vincenzo Antonio Lombardo, e del Preside della Facoltà di Giurisprudenza di Catanzaro, Luigi Ventura, ad introdurre la lectio magistralis di Violante sulla Costituzione è stato il Presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Calabria, Giuseppe Soluri.
Davanti ad una platea di oltre duecento giornalisti, Violante ha sviluppato un lungo ed articolato ragionamento partendo dal presupposto politico dell’Assemblea Costituente che nel 1947 elaborò la nostra Carta fondamentale. «A prevalere, in quel momento storico» – ha detto l’on. Violante – fu il principio della rappresentanza rispetto a quello della decisione e ciò definì il ruolo centrale dei partiti politici nella vita politica italiana anche rispetto a quello del Presidente del Consiglio. I partiti – ha proseguito Violante – dovevano essere lo strumento effettivo attraverso il quale i cittadini possono determinare la politica nazionale; il Presidente del Consiglio doveva solo dirigere la politica generale del governo».
Di qui, la breve durata dei Governi italiani. Il problema di oggi è però la crisi profonda dei partiti politici con cui l’Italia fa i conti da tempo, «crisi che ha determinato il crescente astensionismo man mano che, a partire dal 1991, è venuta meno la funzione del partito politico come comunità». «Si sta assistendo» – ha poi detto l’ex Presidente della Camera – «ad un processo di caporalizzazione del sistema politico, con partiti sempre più legati al carisma del leader e per questo deboli nella loro funzione di elaborazione di idee e di progetti”. Violante si è poi soffermato sulla riforma costituzionale in itinere. «Una riforma» – ha detto – «che porta a diminuire la legittimità del Capo dello Stato accrescendo quella del Capo del governo».
Sollecitato dalle domande dei giornalisti, Violante si è poi soffermato, a margine della «lectio» sulla Costituzione, su temi di stretta attualità. «La Legge Severino» – ha commentato – «va corretta, anche il presidente dell’Autorità anticorruzione Cantone lo ha ammesso. Vanno corrette alcune cose, visto che contiene contraddizioni che vanno sanate».
Rispetto ai temi che necessitano di una rivisitazione, Violante ha detto: «Uno di fondo è quello relativo alla sopravvivenza del Consiglio regionale in caso di decadenza del presidente, e questo è il problema della Campania. Poi l’abuso di ufficio non era previsto nella Legge delega e invece c’è». Altro tema da rivedere, secondo Violante, è quello della decadenza dopo un primo grado di giudizio. «Vanno fatte alcune correzioni – ha spiegato – «per evitare che intervenga la Corte Costituzionale. Comunque, devono essere i partiti a decidere se uno deve essere candidato o meno, anche negli spazi che la Severino lascia. Sono contrario a questa riforma del Senato e sono contento che il presidente Renzi abbia detto che vada rivista. Non sono contrario ad una forte direzione politica del Paese, ma che richiede anche che ci siano dei contrappesi adeguati in un Paese democratico. Il Senato può essere uno di questi contrappesi».
Infine, secondo Violante, «deve esserci un forte potere di decisione per il Governo», ma «non si tratta di far prevalere il potere esecutivo su quello legislativo, ma di rafforzare il potere decisionale del governo, anche per evitare che venga fatto cadere dopo appena un anno». Nell’occasione, il presidente Violante si è pure soffermato sul tema delle intercettazioni. «Il problema delle intercettazioni telefoniche non è quello di quando utilizzare e cosa utilizzare, ma quando pubblicare e cosa pubblicare», ha detto. Violante, sottolineando che «l’eccessiva vicinanza tra i mezzi di Comunicazione e le Procure della Repubblica è un dato che riguarda la dignità delle persone, ma anche la dignità della professione dei giornalisti e dei magistrati».

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L’altra Calabria

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Leggi il numero di giugno 2015
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L’ALTRA CALABRIA
Giornale di varia Informazione e Cultura
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ANNO XXV – n° 2 – Giugno 2015
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In questo numero:
Mario Oliverio «fermo al palo»,
in attesa che la riforma dello statuto diventi esecutiva.
Regione Calabria, nascerà la «giunta dei non eletti»?
Un calabrese illustre nella Top Ten del Diritto internazionale:
l’Avv. Nino Marazzita, il «re dei penalisti»
Noi e la lista del prof. Domenico Gattuso
Storia e Cultura: Pasquale Cavallaro
e la «Repubblica rossa» di Caulonia.
La parlamentare del Movimento 5 Stelle,
Dalila Nesci: «La Calabria? Torni subito al voto!»
L’ira di Santo e Donatella Versace sui vertici Sky.
All’ex parlamentare e alla stilista non è piaciuta una fiction Usa
sulla maison di famiglia.