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Milano, niente Bronzi all’Expo

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I Bronzi di Riace restano a casa. Per l’Expo 2015 di Milano tramonta definitivamente la prospettiva di esporre i celeberrimi guerrieri. La Commissione interministeriale, istituita lo scorso 8 settembre dal ministro Dario Franceschini, ha espresso «parere negativo» sulla trasferta meneghina dei due capolavori, «non potendo escludere pregiudizio alcuno per la loro integrità e conservazione». Un «bollettino medico» che non dà adito a dubbi e che pone, finalmente, la parola fine alle (inutili) polemiche che duravano da mesi. La Commissione inviata a Reggio Calabria, in pratica, dopo un lungo e accurato esame, non ha fatto altro che confermare una diagnosi che tutti – persino i più distratti – conoscevano da tempo. Ma Franceschini, evidentemente, non si è fidato. O, chissà!, forse non ha potuto esimersi dal nominare la Commissione propostagli. Un dispendio di denaro (e di energie) che si sarebbe potuto evitare.
A sollecitare lo spostamento dei Bronzi, a Milano, per un’esposizione della durata di sei mesi alla «fiera di Rho» – lo ricordiamo solo per dovere di cronaca – era stato l’«ambasciatore Expo» (di fresca nomina), Vittorio Sgarbi, spalleggiato dall’ex n° 2 della Lega, Bobo Maroni (presidente della Regione Lombardia), scopertosi, di punto in bianco, «amante delle cose calabresi». E questo non può che far piacere. A tutti, alla Calabria, ai Calabresi e all’Italia intera. Ora che però è stato documentato scientificamente (e sottolineiamo: scientificamente) che i guerrieri greci non sono nelle condizioni di poter «viaggiare», manterranno la parola data? Si impegneranno cioè a creare degli itinerari culturali Expo verso il Museo Archeologico di Reggio Calabria? È quanto staremo a vedere. Dopotutto, absit iniuria verbo: è molto più saggio e razionale far viaggiare i visitatori, anziché i «visitati». (vp)

http://laltracalabria.tumblr.com  –  http://www.laltracalabria.it

Il prof. Settis a Sgarbi: «I Bronzi di Riace non sono soprammobili»

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«I Bronzi di Riace non devono diventare commessi viaggiatori della cultura. La cultura non è un’impresa di traslochi, e anche quando un’opera sia trasportabile non è detto che debba essere “movimentata”. Deportare i Guerrieri come fossero soprammobili non è un progetto ma un trucco mediatico». È quanto sostiene l’autorevole storico dell’arte e saggista Salvatore Settis (professore emerito di Archeologia classica alla «Normale» di Pisa e Accademico dei Lincei) dopo l’assurda insistenza del critico Vittorio Sgarbi sul trasferimento dei Bronzi di Riace a Milano per l’Expo 2015. «Per di più, è vano nascondere che, se mai i Bronzi di Riace venissero trasportati all’Expo, fatalmente continuerebbero a girare tutto il mondo, in occasione di Olimpiadi, G8 ed altri eventi per cui in passato furono chiesti e negati».
«I Bronzi», afferma ancora il prof. Settis (nella foto), «sono opera delicatissima e il giudizio sulla loro intrasportabilità è stato dato e ribadito dall’Istituto centrale per il Restauro e dalla Soprintendenza: un capovolgimento di questo parere tecnico mi pare davvero molto difficile, visto che nulla di nuovo è intervenuto».
Il prof. Settis poi aggiunge: «I Bronzi sono il “pezzo forte” del Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria (che nei progetti del ministro Dario Franceschini è tra i musei di importanza nazionale), un Museo assai sfortunato perché da anni chiuso o semichiuso, ma ricchissimo di materiali straordinari. I Bronzi di Riace, che dalla riapertura del museo stanno attirando un numero crescente di turisti, dovrebbero (anziché viaggiare qua e là) innescare un processo virtuoso di ripensamento delle strategie espositive e attrattive di quel Museo: aprirlo nella sua interezza, renderlo più interessante per tutti, contribuire alla vita culturale della Calabria. Dio sa quanto una città come Reggio ne avrebbe bisogno».